Maestran è, in dialetto ticinese, l’emigrante - oltre Gottardo, in Francia, all’Est, in Australia, in “Merica”… insomma: nel vasto mondo, insieme minaccioso e stimolante.
Più precisamente, “maestran” è l’emigrante stagionale - ma al di là dell’esattezza lessicale, per me questa parola ha il profumo della nostalgia e la ricchezza del bagaglio di nuove esperienze.
Le lettere dei maestran dei secoli passati raccontano la malinconia e gli stenti dell’emigrazione del tempo. Ma gli emigranti assieme a qualche soldo portarono soprattutto nuove prospettive e nuovi orizzonti.
Mi sento un po’ “maestran” anch’io, per il fatto di vivere lontano dalle mie radici e di esplorare nuovi mondi. E ne conosco altri, di novelli maestran: li incontri quando e dove meno te l’aspetti, e hanno tutti delle storie da raccontare.
Ecco, forse, a parte quello strano guizzo nello sguardo quando parlano della loro terra, è questo che caratterizza i maestran odierni: le loro storie, che scaturiscono dal confronto e dall’integrazione di luoghi, idee ed emozioni diverse.
Senza alcuna pretesa, e in modo molto informale, questo sito è un piccolo diario con il quale vorrei condividere alcune delle mie storie. Le sezioni matematica e alla musica sono dedicate rispettivamente alla mia professione e alla mia grande passione.
Emanuele Delucchi, dicembre 2008