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	<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 21:47:45 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;ironia della mela</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 05:11:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<category><![CDATA[Matematica]]></category>

		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da poco sono (soddisfatto) proprietario di un mac, ma solo oggi mi rendo conto della triste ironia del marchio della &#8220;mela morsicata&#8221; - dove la storia di Biancaneve e la tragedia dell&#8217;inventore del computer moderno si sono incontrate, purtroppo ben più che solo simbolicamente! Ma andiamo con ordine.
L&#8217;idea di costruire macchine capaci di eseguire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Apple" src="http://www.maestran.ch/pictures/apple/apple.jpg" alt="" width="120" height="118" align="right" /> Da poco sono (soddisfatto) proprietario di un mac, ma solo oggi mi rendo conto della triste ironia del marchio della &#8220;mela morsicata&#8221; - dove la storia di Biancaneve e la tragedia dell&#8217;inventore del computer moderno si sono incontrate, purtroppo ben più che solo simbolicamente! Ma andiamo con ordine.<span id="more-347"></span></p>
<p>L&#8217;idea di costruire macchine capaci di eseguire calcoli è sicuramente antica e ha dato diversi frutti già diversi secoli fa. Ma l&#8217;idea di una macchina che imiti e modelli il pensiero umano (e quindi sia &#8220;universale&#8221; nel senso che possa essere programmata per svolgere ogni processo formale finito di cui la mente umana sia capace) si deve ad <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Turing">Alan Turing</a> - che la &#8220;costruì&#8221; concettualmente nel 1920, molto prima che la tecnologia fosse in grado di implementare questa idea. Il suo scopo era fornire una base rigorosa alla nozione di &#8220;dimostrazione&#8221;. Quando possiamo dire che una dimostrazione vale, ovvero che un argomento è corretto? Basare questo concetto sulla mente umana lo rende pericolosamente attaccabile a sviste, errori o fraintendimenti dovuti al fatto che la mente umana in generale tende a voler manipolare &#8220;il senso di concetti&#8221; più che &#8220;simboli formali privi di senso&#8221;. Ma era proprio sulla manipolazione puramente formale di simboli che all&#8217;inizio del &#8216;900 il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hilbert%27s_program">programma di Hilbert</a> tentava di riportare la matematica su un fondamento relativamente saldo. Ed ecco che Turing propone: riteniamo valida una dimostrazione quando, può essere &#8220;controllata&#8221; da una macchina opportunamente programmata. Quelle macchine da allora vengono dette <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Turing">macchine di Turing</a></em> e costituiscono un fondamento primario della logica matematica, della teoria dela complessità e dell&#8217;informatica teorica.</p>
<p>Per  avvicinarmi un po&#8217; di più alla mela, devo ora dirò di un altro grande contributo di Turing. Era lui infatti a capo della squadra di <em>Bletchley park</em>, ovvero il team che vicino Londra decifrava i messaggi criptati dalle potenti macchine <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_(crittografia)">Enigma</a></em> dell&#8217;Asse. Sebbene i primi decisivi passi verso la decifrazione di Enigma fossero già stati fatti da alcuni polacchi, Turing con la sua equipe costruì una macchina per decifrare il codice (che cambiava ogni giorno) del nemico. È un fatto storico che il successo dello sbarco in Normandia - come molte delle operazioni decisive della Seconda Guerra - dipese in gran parte dal lavoro dei ragazzi di Bletchley Park.</p>
<p>E Biancaneve? Un momento, ci arrivo.</p>
<p>Dunque, potete immaginare che tutta l&#8217;operazione di Bletchley park fosse segretissima. E in realtà fu mantenuta segreta anche dopo la fine della guerra. Churchill ordinò la distruzione delle macchine calcolatrici che erano state costruite, e i partecipanti non potevano nemmeno dire in pubblico che avevano fatto parte del team.</p>
<p>Ed ecco il problema: Turing era omosessuale. I servizi segreti britannici lo sapevano, e avevano chiuso un occhio durante la guerra. Ma ora, finita la guerra, bisognava prendere provvedimenti. Oltre all&#8217;&#8221;inammissibilità morale&#8221; si riteneva infatti che un omosessuale - la sua &#8220;natura&#8221; essendo &#8220;disordinata&#8221; - non poteva essere affidabile, e sarebbe stato molto più a rischio di rivelare segreti al nemico. E così, fu castrazione chimica. Dopo il trattamento la sua disperazione fu totale: oltre a sviluppare tratti somatici femminili, non riusciva più a concentrarsi nè a pensare chiaramente.</p>
<p>7 giugno 1954: Sul comodino una mela morsicata, e accanto Alan Turing, morto, nel suo appartamento. Aveva avvelenato la mela e poi ne aveva mangiato un morso.</p>
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		<title>Oh, yeah.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 02:43:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>

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		<description><![CDATA[Saranno piccolezze, mi si dirà. Ma è da cose come questa che si capisce la grandezza di un popolo.


Con l&#8217;avvicinarsi delle feste si avvicina quello che, ne sono sicuro, è uno dei momenti forti della vendita di scatole di cioccolatini. Durante il periodo natalizio poi si vedono circolare confezioni di guise e dimensioni al limite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno piccolezze, mi si dirà. Ma è da cose come questa che si capisce la grandezza di un popolo.</p>
<p><img class="alignnone" title="Choco" src="http://www.maestran.ch/pictures/choco/chocotop.jpg" alt="" width="350" height="84" /></p>
<p><span id="more-326"></span></p>
<p>Con l&#8217;avvicinarsi delle feste si avvicina quello che, ne sono sicuro, è uno dei momenti forti della vendita di scatole di cioccolatini. Durante il periodo natalizio poi si vedono circolare confezioni di guise e dimensioni al limite del decoro. Pensate a una di quelle confezioni molto diffuse, con i cioccolatini di diversi tipi disposti in bell&#8217;ordine sul supporto di plastica pseudodorato. Ora: e compagnie produttrici di cioccolatini svizzere avranno certo centinaia di addetti al <em>marketing</em>, al <em>packaging</em>, al brand<em>ing</em> e chi più ne ha più ne mett<em>ing</em>&#8230; <strong>e continuano a mettere la descrizione dei tipi di ciococlatini sotto il fondo della scatola!?</strong></p>
<p>Avete presente? È una cosa che mi turba dalla più tenera gioventù. Mi sono sempre chiesto per quale motivo sia proibito mettere le descrizioni anche in un posto dove le puoi vedere senza sollevare la scatola, in orizzontale per non far cadere i cioccolatini (di solito si fa girare la scatola senza coperchio), e poi torcere il collo per leggere le descrizioni. Incredibile.</p>
<p>Ma soprattutto: una dose di attività fisica pazzescamente superiore a quello che l&#8217;americano medio mette in conto, specialmente se si accinge a mangiare un cioccolatino. Ed ecco che il genio di una nazione si mobilita. Scatola con nomi dei cioccolatini stampato sul foglio trasparente protettivo! Oh, yeah.</p>
<p><img class="alignnone" title="Choco" src="http://www.maestran.ch/pictures/choco/choco.jpg" alt="" width="400" height="310" /></p>
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		<title>Shock or Shake?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:59:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<category><![CDATA[Immagini]]></category>

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		<description><![CDATA[Yokohama, Tokyo, una sera d&#8217;estate appena sceso da 12 ore di volo.

Si parla molto dello &#8220;shock culturale&#8221; che un viaggiatore incontra in paesi stranieri. E infatti un certo impatto lo si sente (i bigliettai dei treni e i venditori di &#8220;KafiMineralColaSandwich&#8221; ogni volta che escono da un vagone per entrare nel prossimo si girano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Yokohama, Tokyo, una sera d&#8217;estate appena sceso da 12 ore di volo.</p>
<p><a href="http://www.maestran.ch/pictures/yokohama/"><img class="alignnone" title="insegna" src="http://www.maestran.ch/pictures/yokohama/imageBth.jpg" alt="" width="335" height="150" /></a><span id="more-300"></span></p>
<p>Si parla molto dello &#8220;shock culturale&#8221; che un viaggiatore incontra in paesi stranieri. E infatti un certo impatto lo si sente (i bigliettai dei treni e i venditori di &#8220;KafiMineralColaSandwich&#8221; ogni volta che escono da un vagone per entrare nel prossimo si girano e fanno un inchino).</p>
<p>Ma  oggi più di uno &#8220;shock&#8221; a me sembrava di vivere uno &#8220;shake&#8221; di culture. Aspettando l&#8217;ora in cui avrei potuto registrarmi all&#8217;albergo e cominciare un&#8217;epica ronfata, ho fatto due passi in cerca di cibo. Due <a href="http://www.kfc.com">KFC</a>, tre <a href="http://www.starbucks.com">Starbucks</a>, due <a href="http://www.mcdonalds.com">McDonalds</a>, tre <a href="http://www.tgifridays.com">TGI Friday&#8217;s</a>, tre panetterie fintofrancesi, e un <a href="http://www.subway.com">Subway</a>. Però la scelta per le bevande non è tra Coca, Sprite, Fanta e dr Pepper, bensì tra Oolong, Darjeeling, The verde e (a volte) Pepsi. Nessun altro ristorante - ad esclusione, naturalmente, di &#8220;Bubby&#8217;s New York City Coffee and Pies&#8221; alla stazione di Sakuragicho.</p>
<p>Addirittura, in un <a href="http://www.paranoiko.com/blog/?p=238">centro commerciale</a> (di cui la <a href="http://www.maestran.ch/pictures/yokohama/">galleria fotografica</a> non contiene immagini perchè per averne un&#8217;idea basta andare al Foxtown a Mendrisio, o da Nordström a San Francisco) non riuscivo a trovare carta da <em>Origami</em>, finchè non ho visto una ragazza alla cassa di un negozietto di souvenir che già dallo sguardo si capiva che non c&#8217;entrava nulla - e allora le ho chiesto della carta, e lei ha tirato fuori dal cassetto dei foglietti che stava piegando a forma di uccelli strani - &#8220;come questi?&#8221;. Si, ho detto, e mi  ha indicato un negozio un piano sotto il sottopassaggio (!) della stazione, dove ho trovato la mia carta da origami, indispensabile per poter dare anch&#8217;io il mio colpo allo shaker: in camera, nel kimono fornito dall&#8217;albergo, bevendo tè verde, ho impacchettato &#8220;alla giapponese&#8221; un pacchetto di Ovomaltina da regalare al collega che mi ospita domani.</p>
<p>In Giappone infatti non solo i regali dei forestieri sono particolarmente apprezzati se vengono dal paese di chi visita, ma in generale ogni dono è apprezzato in larga misura per lo stile della piegatura della carta che lo avvolge!</p>
<p>Sayonara.</p>
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		<title>Minatomirai21</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:51:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maestran.ch/pictures/yokohama/"><img class="alignnone" title="Dettaglio" src="http://maestran.ch/pictures/yokohama/thumb1.jpg" alt="" width="300" height="70" /></a></p>
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		<title>Alla radice</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 03:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>main_it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il triste fatto accaduto a Binghamton venerdì, si è discusso del secondo emendamento alla costituzione americana - quello che da&#8217; ad ogni cittadino il diritto di possedere armi senza richiedere registrazione né licenza.

Mi sono chiesto perchè.
I cittadini devono aver il diritto di possedere armi al fine di garantire la democraticità dello stato e impedire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/04/nyregion/04hostage.html?scp=1&amp;sq=&amp;st=nyt">triste fatto</a> accaduto a Binghamton venerdì, si è discusso del <em>secondo emendamento</em> alla costituzione americana - quello che da&#8217; ad ogni cittadino il <em>diritto</em> di possedere armi senza richiedere registrazione né licenza.</p>
<p><img class="wide" title="Bill of Rights" src="http://www.maestran.ch/pictures/Radice/second_amendment.gif" alt="" width="400" height="47" /></p>
<p>Mi sono chiesto <em>perchè.</em><span id="more-247"></span></p>
<p>I cittadini devono aver il diritto di possedere armi al fine di garantire la democraticità dello stato e impedire regimi oppressivi. L&#8217;idea in soldoni è che, se le armi fossero controllate totalmente dallo stato, il cittadino non avrebbe mezzi &#8220;coercitivi&#8221; per opporsi, rovesciandolo, ad un governo degenerato. Il diritto di possedere e portare armi è, precisamente,</p>
<blockquote><p><em>a public allowance, under due restrictions, of the <a class="mw-redirect" title="Natural right" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Natural_right">natural right</a> of <a title="Right of revolution" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Right_of_revolution">resistance</a> and <a title="Right of self-defense" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Right_of_self-defense">self-preservation</a>, when the sanctions of society and laws are found insufficient to restrain the violence of <a title="Oppression" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oppression">oppression</a> [<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Second_Amendment_to_the_United_States_Constitution">1</a>, nota 7].</em></p></blockquote>
<p>Le fonti su cui mi baso sono conversazioni con colleghi, wikipedia e diversi servizi televisivi. Non ho avuto ancora modo di consultare testi autorevoli, ma l&#8217;idea generale mi sembra chiara.</p>
<p>E credo che limitarsi ai soliti commenti stile &#8220;giustizia da cow-boys&#8221; sia riduttivo. Suppongo che al tempo in cui la costituzione USA fu scritta, con i profumi di rivoluzione che arrivavano da oltreatlantico misti a quelli del Camembert e del Roquefort, la cosa probabilmente aveva anche il suo senso. Ed è interessante riflettere quale sia l&#8217;idea fondamentale del ruolo civico della persona singola, quale la posizione del cittadino nei confronti dello Stato che un tale ragionamento sottendeva.</p>
<p>Ma la situazione attuale è molto diversa: fondamentalmente oggi si tratta della <em>National Rifle Association</em>, ovvero la lobby dei fabbricanti/utilizzatori di armi da fuoco, che fa pressioni politiche sui parlamentari e non disdegna (anzi) di impiegare i registri del populismo più gretto per creare una base di supporto &#8220;popolare&#8221; alla diffusione indiscriminata delle armi. Con il (lento, ma costante) progredire del livello di istruzione medio e dell&#8217;accesso all&#8217;informazione tra la popolazione, questi argomenti fanno sempre meno presa - ma nella misura in cui tali ragionamenti trovano ancora seguaci, non fanno che addirittura aumentare la pericolosità della situazione. Perchè il principio fondamentale, ancora un po&#8217; illuminista, di fiducia e riconoscimento del valore e della responsabilità dell&#8217;individuo, viene aberrato e traslato verso un vago &#8220;diritto di farsi giustizia&#8221; - che allora sì genera il Far West. Come a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_della_Columbine_High_School">Columbine</a>, al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_al_Virginia_Polytechnic_Institute">Virginia Tech</a>, e a Crawford, Texas, dove l&#8217;anno scorso un giornalista danese che dettava un articolo al telefono con la sua redazione stava passeggiando vicino al ranch di Bush e inavvertitamente ha fatto qualche passo nell&#8217;erba vicino alla strada - salvo trovarsi di fronte una signora anziana con una pistola spianata e cavarsela, per fortuna, alla buona. Era entrato nel suo prato e quindi lei aveva l&#8217;inalienabile diritto di impallinarlo con la sua inalienabile pistola. Ci mancherebbe!</p>
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		<title>Chicago</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 15:10:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maestran.ch/pictures/chicago_09/index.php"><img class="alignnone" title="fog" src="http://www.maestran.ch/pictures/chicago_09/chicagocover.gif" /></a></p>
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		<title>1. Aprile</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 02:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>main_it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Entità Cognitiva Autoeuristica di Intelligenza Distribuita, e lui:

Ovvero, oggi ho scoperto prima il pesce d&#8217;aprile di Gmail: un servizio di &#8220;pilota automatico&#8221; che risponderebbe automaticamente all&#8217;e-mail, senza bisogno che il destinatario reale le legga di persone. E siccome è Google, la cosa è presentata con tutto il corollario di considerazioni sul test di Turing per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Entità Cognitiva Autoeuristica di Intelligenza Distribuita</em>, e lui:<img class="aligncenter" title="Pius" src="http://www.maestran.ch/pictures/Pius/pius2.jpg" alt="" width="314" height="140" /></p>
<p><span id="more-231"></span></p>
<p>Ovvero, oggi ho scoperto prima il <a href="http://mail.google.com/mail/help/autopilot/index.html">pesce d&#8217;aprile di Gmail</a>: un servizio di &#8220;pilota automatico&#8221; che risponderebbe automaticamente all&#8217;e-mail, senza bisogno che il destinatario reale le legga di persone. E siccome è Google, la cosa è presentata con tutto il <a href="http://www.google.com/intl/en_us/landing/cadie/tech.html">corollario di considerazioni</a> sul test di Turing per l&#8217;Intelligenza artificiale. Divertente - anche se, probabilmente, un po&#8217; &#8220;nerdy&#8221;.</p>
<p>Poi ho scoperto il video pubblicitario di Svizzera Turismo nel quale Pius von der Brunnihütte, armato di binocolo militare, allerta un team di &#8220;pulitori alpini&#8221; per riparare un grave sfregio sul Brunnistock.</p>
<p>Eccolo, nella versione originale tedesca (qui per la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VeiXvRHm_SM">versione italiana</a>).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="427" height="352" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0_-hs_jV8QM&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="427" height="352" src="http://www.youtube.com/v/0_-hs_jV8QM&amp;feature"></embed></object></p>
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		<title>Le prime gocce - già un&#8217;alluvione.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 22:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>main_it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Highlights]]></category>

		<category><![CDATA[Ritagli]]></category>

		<category><![CDATA[U.S.A.]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane sui giornali statunitensi hanno cominciato ad apparire, come le prime gocce di un aquazzone, notizie e servizi riguardo a molti temi segretati fino a poco prima. Lasciando perdere quelli legati all'economia, all'ambiente ecc. ecc., oggi come esempio voglio portare questo editoriale apparso oggi sul sito del NYT (versione abbreviata di questo, pubblicato dalla ny book review).

Questa volta il documento declassificato di turno è il rapporto che gli inviati del CICR "invitati" a Guantànamo per intervistare 14 prigionieri "messi a disposizione" dell'amministrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime settimane sui giornali statunitensi hanno cominciato ad apparire, come le prime gocce di un aquazzone, notizie e servizi riguardo a molti temi &#8220;proibiti&#8221; fino a poco prima - a ricordare che, malgrado la corsa in atto da novembre a lasciarsi alle spalle il passato, le conseguenze di certe azioni non svaniscono in una notte elettorale. Oggi è stato il turno <a href="http://www.nytimes.com/2009/03/15/opinion/15danner.html?pagewanted=1">questo editoriale</a> (versione abbreviata di <a href="http://www.nybooks.com/articles/22530">questo</a>).</p>
<p>Il documento di turno è il rapporto degli inviati del CICR &#8220;invitati&#8221; a Guantànamo (o &#8220;Gitmo&#8221;, come dicono qui) <span id="more-176"></span>per intervistare 14 prigionieri &#8220;messi a disposizione&#8221; dell&#8217;amministrazione. Le interviste non erano destinate ad essere divulgate: sarebbero stati atti classificati del CICR, trasmessi soltanto, quando i prigionieri consentivano, ad alcuni alti ufficiali della C.I.A. Il giornalista <a href="http://www.markdanner.com/pdfs/markdanner_CV.html">non è l&#8217;ultimo arrivato</a>, sembra, e non dice per quali canali abbia ottenuto questo documento. Il CICR non ne era al corrente, e si rammarica che la cosa sia stata fatta pubblica in questo modo - rompendo la promessa fatta ai detenuti.</p>
<p>Devo dire che abbastanza presto nella lettura mi sono accorto che non avrei dormito bene stanotte, e ho dovuto intervallare la lettura con &#8220;diversivi&#8221; quali lavare i piatti o preparare un the. La cosa peggiore è che questa non è finzione, e non ha neanche quel che di &#8220;spettacolare&#8221; che ti permette di pensare che le scene di &#8220;Slumdog Millionaire&#8221; non siano poi corrispondenti alla realtà. Qui ci sono questi 14 che non si sono mai visti l&#8217;un l&#8217;altro, e che raccontano tutti sorprendentemente le stesse, raccapriccianti cose. Mi immagino che in mezzo a tutti i documenti Obama abbia avuto accesso anche a questi, prima dell&#8217;inaugurazione; e allora solo ora capisco a fondo l&#8217;enfasi e il vero significato di quella frase &#8220;we do not torture&#8221;.</p>
<p>A chi dovesse avere il &#8220;moralismo facile&#8221; converrà poi leggere <a href="http://www.cnn.com/2009/CRIME/03/10/gitmo.terror.prisoners/index.html?iref=newssearch">le ultime dichiarazioni degli stessi prigionieri</a>, che ci ricordano che questi qui non sono proprio stinchi di santo, anzi.</p>
<p>Ma le torture non hanno aiutato la situazione. Nel medioevo c&#8217;era gente che confessava cose impossibili pur di non farsi strappare le unghie. Nella primavera del 2002 negli stati uniti c&#8217;è stata una raffica di &#8220;stati d&#8217;allerta&#8221; per attacchi terroristici poi risultati inesistenti, perchè dall&#8217;altra parte del mondo un uomo si inventava risposte per potere sdraiarsi una volta mezz&#8217;ora (sul cemento). Durante il resto della settimana, giorno e notte, erano tenuti in piedi con i polsi ammanettati ad una barra sopra la testa - sempre naturalmente nudi, e spruzzati di acqua fredda se si addormentavano. E altro, che non ho il coraggio di scrivere. Un paio di mesi fa l&#8217;ex-vicepresidente <a href="http://www.cnn.com/2009/POLITICS/03/15/cheney.interview/index.html">Cheney</a> disse che l&#8217;autorizzazione di queste tecniche (che, ci dice il giornalista, erano note in dettaglio - addirittura mimate alla casa bianca con Cheney, Ashcroft e compagnia) era una cosa assolutamente evidente, e fuori di discussione (&#8221;a no-brainer&#8221;).</p>
<blockquote><p><em>A naked man chained in a small, very cold, very white room is for several days strapped to a bed, then for several weeks shackled to a chair, bathed unceasingly in white light, bombarded constantly with loud sound, deprived of food; (&#8230;)<br />
</em></p></blockquote>
<p>Il disagio che pervade il lettore è Kafkiano, ma non è il frutto di finzione narrativa. Anzi, il lessico degli ufficiali del CICR è asciutto, quasi senza commenti. E, nei pochi commenti,  impietoso: se, come in questo documento, il CICR usa parole come &#8220;tortura&#8221; e &#8220;condizioni inumane&#8221;, sta praticamente emettendo una sentenza con valore legale.</p>
<p>La frase conclusiva dell&#8217;articolo riassume bene il pantano in cui l&#8217;amministrazione della &#8220;guerra voluta da Dio&#8221; e dei &#8220;valori americani&#8221; ha lasciato la nazione: &#8220;<em>By deciding to torture, we freely chose to embrace the caricature they had made of us. The consequences of this choice, legal, political and moral, now confront us. Time and elections are not enough to make them go away.&#8221;</em></p>
<p>(&#8221;Decidendo di torturare, abbiamo scelto di abbracciare la caricatura che essi avevano fatto di noi. Ora dobbiamo confrontarci con le conseguenze legali, politiche e morali di questa scelta. Né il tempo né le elezioni le possono cancellare.&#8221;)</p>
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		<title>Abstract City: vita da cavi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 22:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>main_it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Link the blog]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;eterna piaga del groviglio di cavi - dal blog di Christoph Niemann.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://niemann.blogs.nytimes.com/2009/03/16/my-life-with-cables/">L&#8217;eterna piaga del groviglio di cavi</a> - dal blog di Christoph Niemann.</p>
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		<title>&#8220;Uncle Lenny&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 01:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>main_it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<category><![CDATA[Highlights]]></category>

		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Zio Lenny&#8221; è il nomignolo con il quale tra i bambini di New York era noto Leonhard Bernstein. Geniale musicista, personaggio di immenso carisma e di classe  mondiale&#8230;  e lo &#8220;zio&#8221; musicale di tutti i bambini della città.
Ma cos&#8217;aveva fatto Bernstein, un personaggio &#8220;stellare&#8221;, per guadagnarsi l&#8217;ammirazione e la familiarità di tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Zio Lenny&#8221; è il nomignolo con il quale tra i bambini di New York era noto Leonhard Bernstein. Geniale musicista, personaggio di immenso carisma e di classe  mondiale&#8230;  e lo &#8220;zio&#8221; musicale di tutti i bambini della città.</p>
<p>Ma cos&#8217;aveva fatto Bernstein, un personaggio &#8220;stellare&#8221;, per guadagnarsi l&#8217;ammirazione e la familiarità di tutti i bambini?</p>
<p><span id="more-135"></span></p>
<p>Vorrei prendere lo spunto da <a href="http://www.nytimes.com/2007/12/30/arts/music/30tomm.html?pagewanted=2&amp;_r=2">questo articolo,</a> dove il critico musicale in capo del New York Times ha tentato di caratterizzare cosa rende una musica &#8220;musica classica&#8221; - senza potersi impedire di citare i suoi ricordi di bambino nuovaiorchese - appunto - i &#8220;concerti per bambini&#8221; di Zio Lenny.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="350" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AQ3GpUldYvE" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="288" src="http://www.youtube.com/v/AQ3GpUldYvE"></embed></object></p>
<p>Il punto di partenza è capire che quello che fa la musica è <em>strutturare</em> un lasso più o meno ampio di <em>tempo</em>. Se la composizione di un pittore struttura una tela di dimensioni ben precise, la tela sulla quale il musicista dispone la sua opera è il <em>tempo</em> che l&#8217;ascoltatore è disposto a dedicargli (1).</p>
<p>E visto che il concetto di <em>struttura</em> è a priori piuttosto opinabile, la distinzione più obiettiva che si possa fare riguarda la <em>durata</em> dell&#8217;arco di tempo che l&#8217;autore impiega per esprimere il suo messaggio (il suo &#8220;<em>lyric statement</em>&#8221; - espressione molto pregnante che purtroppo non so tradurre appropriatamente). L&#8217;articolista del <em>Times</em> definisce quindi musica &#8220;classica&#8221; quella che si svolge su un arco di tempo piuttosto ampio.</p>
<p>Ciò implica però accattivare l&#8217;ascoltatore per una durata altrettanto lunga - e per fare questo la musica deve andare a sollecitare quella parte della percezione che risponde a &#8220;strutture ampie, a lunghe metafore narrative&#8221;. Non vuol naturalmente dire che ci debba essere una &#8220;storia&#8221; particolare dietro - semplicemente qui riincontriamo (e non possiamo più dribblare) la questione della <em>struttura</em>: le pur ampie campate del ponte di una narrativa estesa devono essere sorrette da piloni, da punti di riferimento, che nè il nulla nè il caos totale possono offrire. Per tenere il lettore incollato alle centinaia di pagine del suo romanzo, Tolkien ha dovuto  creare quel gigantesco gioco di novità, richiami, rimandi e colpi di scena che è il Signore degli Anelli.</p>
<p>Ecco quindi che, <em>necessariamente</em>, un&#8217;opera di questo genere deve possedere una struttura in un certo modo complessa - anche se l&#8217;ascoltatore ne prende coscienza solo in modo subliminale. Esempi di tali strutture musicali citati dall&#8217;articolista sono le sinfonie di Mahler, l&#8217; &#8220;Eroica&#8221; di Beethoven, &#8220;Sgt. Pepper&#8221; dei Beatles, &#8220;In Rainbows&#8221; dei Radiohead.</p>
<p>Come, sorpresi del &#8220;mix&#8221; degli esempi? Beh, e perchè no? Dopotutto, qui sullo scaffale davanti a me ci sono Dante, Wilde, Banana Yoshimoto e Orhan Pamuk&#8230; stretti stetti fianco a fianco (e mi dicono che se la godono un mondo, tra di loro).</p>
<p>Ora, dire &#8220;struttura complessa&#8221; non vuol dire &#8220;noia mortale&#8221; - per esempio: la conoscete la barzelletta della Gavotta di Prokofiev? Ve la racconta Zio Lenny (confesso che io, anche se la so già, tutte le volte che la sento non posso non sorridere).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="250" height="206" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gf8Tc4CmjO4" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="206" src="http://www.youtube.com/v/gf8Tc4CmjO4"></embed></object> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="250" height="206" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5HqumFpUV6U&amp;eurl" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="250" height="206" src="http://www.youtube.com/v/5HqumFpUV6U&amp;eurl"></embed></object></p>
<p>Che si tratti di Prokofiev o dei Radiohead, decisiva, dice sempre l&#8217;articolista (con il quale mi permetto di concordare), è l&#8217;attitudine con la quale ci si appresta ad ascoltare. Il Signore degli Anelli non risulterà avvincente a chi ne legga una pagina ogni dieci, né a chi si ostini ad obiettare che &#8220;insomma, gli alberi non parlano&#8221;. Lo stesso cocktail di disponibilità ad accogliere il messaggio e di malizia nel coglierne l&#8217;originalità è necessario per ascoltare un&#8217;opera musicale, di ogni genere.</p>
<p>E quindi ecco che l&#8217;autore dell&#8217;articolo si ricorda di Bernstein non tanto per le barzellette e le spiegazioni, ma perchè alla fine dello &#8220;show&#8221; non esitava a chiedere ai suoi bambini di stare ad ascoltare l&#8217;orchestra suonare per intero la musica di cui si era parlato (Stravinsky, Beethoven, Mahler, Jazz moderno - ma dai: &#8220;non capiscono&#8221;&#8230;).</p>
<p>E anche perchè pure dopo tanti anni di trasmissioni, quando già c&#8217;era la televisione a colori e malgrado ormai avesse &#8220;allevato&#8221; i suoi bambini in modo da poter usare parole tipo &#8220;modo minore&#8221; e &#8220;bitonalità&#8221;, non perdeva occasione per invitare ad accogliere la musica in modo sempre fresco, sveglio e allegro.</p>
<p>E i risultati? Beh: i risultati sono una platea di bambini che scoppiano a ridere (ma di gusto) perchè nell&#8217;ouverture delle Nozze di Figaro lui mette un saxofono a doppiare il flauto, o un tamburello e il triangolo dietro ai timpani.<br />
Oppure il mio favorito (6:40 nel video sotto): &#8220;trovate l&#8217;errore nell&#8217;esecuzione&#8221;, dove l&#8217;unico che sbaglia è LUI, perchè&#8230; dirige in tempo ternario l&#8217;orchestra che suona in tempo binario (e poi: &#8220;&#8230; dopo questa risposta il massimo punteggio che potete avere è quarantacinque - e quello tra di voi che ha 45 punti sarà il prossimo direttore dei New York Philharmonic&#8221;).</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="350" height="288" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/u8oTqwXb6Ps" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="350" height="288" src="http://www.youtube.com/v/u8oTqwXb6Ps"></embed></object></p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>(1) per semplicità trascuro qui l&#8217;atto &#8220;spaziale&#8221; sicuramente insito nell&#8217;esecuzione musicale, che meriterebbe una discussione a se - resta comunque il fatto che anche gesti, movimenti o azioni collegate all&#8217;esecuzione che si svolgono nello spazio hanno comunque perlopiù la funzione creare dei riferimenti nel dipanarsi temporale dell&#8217;esecuzione.</p>
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